lunedì 4 gennaio 2010

Le verità della Rete su Juan Ruiz Naupari (inchiesta fatta dal giornalista e blogger Enzo Di Frenna)

Video e testo sono stati prelevati interamente dal blog del giornalista e blogger Enzo Di Frenna http://www.enzodifrennablog.it/...




[ la mia nuova video-inchiesta ] - Navigando nel mare delle informazioni a volte ci si perde ed oggi è sempre più facile, vista la quantità abnorme di notizie e concetti che giungono alla nostra attenzione. Ma c’è una sostanziale differenza tra conoscenza e informazioni, e si basa sulla distinzione tra scalare una montagna e predicare che si può scalare una montagna senza averla scalata. Pensiamo, ad esempio, al nostro presidente del Consiglio, un maestro dell’informazione, che parla di libertà mentre la limita con leggi e lodi, o di etica mentre frequenta minorenni ed escort a pagamento.

Cosa succede – dunque - se da un lato c’è qualcuno che professa una verità e indica un modello di comportamento, e dall’altro ci sono fan, seguaci, che seguono il capo senza mettere in discussione nulla? Si corre il rischio di addormentare il senso critico e scivolare in una trance ipnotica. È un modello, purtroppo, che ha portato l’Italia nel grave sonno della coscienza in cui si trova, con un progetto televisivo costruito apposta per l’esaltazione del Super Ego, cioè per controllare meglio l’opinione pubblica. Gli esperti di persuasione psicologica, infatti, sanno bene che i soggetti con una forte visione idealizzata della vita – dunque con un forte super ego – si possono indrottinare e controllare più facilmente.

In questa puntata di eblog vedremo allora come la Rete può aiutare a smontare i castelli d’informazione, dentro i quali spesso si cela altro. Ci occuperemo di un’organizzazione che auspica – leggo testualmente – «l’eliminazione dell’ego dalla
psiche dell’umanità
», mentre in realtà vende una regola comportamentale che – in pratica – è il tipico schema con cui si può esaltare il Super Ego. Una storia – tra l’altro - di lauti guadagni e strane cerimonie con esseri invisibili.

Da alcuni anni opera in Italia Juan Ruiz Naupari e la sua associazione Inkarri, che ha sedi anche in Spagna, Stati Uniti, Messico, e che punta a espandersi anche in Russia, Polonia, Inghilterra, e in altri Paesi, raccogliendo diverse centinaia di aderenti. Dal suo sito italiano si legge che Ruiz è uno psicologo e sciamano: i suoi insegnamenti mirano a sconfiggere l’ego, che lui considera una piaga tremenda. Insegna inoltre a liberare lo spirito attraverso una personale visione del tantra, che si basa sul contenimento dell’orgasmo, una rigida morale sessuale, e soprattutto una guerra dichiarata alla lussuria: tutti elementi, in verità, parecchio distanti dai testi tantrici originari, che risalgono all’India del VI e VII secolo dopo cristo, ed anzi questa visione riguarda piuttosto l’alchimia sessuale pensata da uno strano esoterista vissuto nel secolo scorso, che nella trasformazione – diceva – “dell’idrogeno sessuale SI-12” vedeva la costruzione di “corpi solari” per viaggiare – leggo testualmente – «per tutta la via Lattea senza nessun pericolo». E come saprete, la Via Lattea è una galassia con miliardi di stelle, pianeti e nebulose.

Ed è proprio su questo personaggio che Juan Ruiz ha costruito la sua organizzazione. Lo psicologo tiene particolari cerimonie dove si incontrano presunti maestri extraterrestri. Il più importante sarebbe appunto un certo Samael Aun Weor, che lui descrive sui siti come un Arcangelo di Fuoco, senza citare però che si tratta semplicemente di un predicatore esoterista sudamericano nato a Bogotà nel 1971 e morto a Città del Messico nel 1977. Lo chiama anche Samael Sabaoth, Cristo Rosso, o Samael degli eserciti. Secondo Ruiz questo Arcangelo sarebbe a capo di una fratellanza solare composta da: Shevadwh, Antares, Sabulón, Shiva, Ramses, Ra Hoor Khu, Hermes, Beethoven, Mozart, Gesù, Sanat Kumara, Metatrón, Rabolú, Melchizedek, e alla fine della lunga lista troviamo María, cioè la Madonna del cristianesimo. Ciò emerge dai messaggi ispirati che Ruiz invia agli iscritti del sito Inkarri attraverso una newsletter, ed da alcuni blog dei suoi
associati.

Allo stesso tempo lo psicologo si presenta anche come creatore di un sistema di respirazione che chiama Pneuma – termine che ritroviamo nella potente organizzazione religiosa gnostica – che però ha caratteristiche simili alla Respirazione Olotropica del ricercatore americano Stan Grof. Il metodo Pneuma, poi, l’ha trasformato in una università, ma sul sito non è scritto dove è registrata – rilascia inoltre attestati di psicologia transpersonale, che è la tecnica ideata dallo psicologo statunitense Abraham Maslow dove però l’ego non è considerato un essere malefico, ma una normale funzione da integrare nello sviluppo psicologico dell’individuo, come ci conferma a telefono la psicoterapeuta Laura Boggio Giliot, presidente dell’Associazione italiana Psicologia Transpersonale e autrice di molti libri sulla materia.

Se dunque proviamo a guardare in profondità – partendo proprio dalla Rete - emergono stranezze, elementi preoccupanti, discorsi aquanto deliranti, e soprattutto una particolare attenzione verso sostanze allucinogene illegali in Italia, come l’Ayahuasca, che contiene DMT – cioè dimetiltriptamina – considerata una delle sostanze psichedeliche più potenti al mondo.

Dunque vediamo chi è davvero Juan Ruiz Naupari. e cerchiamo di capire perché uno psicologo - che i suoi aderenti chiamano maestro come emerge dalle loro chat - impartisce conoscenze sull’uso dell’Ayahuasca ed espone gli associati ed i facilitatori, ossia i responsabili interni - a rischi penali ed eventuali problemi di giustizia, come ci ha confermato telefonicamente Sebastiano Vitali, responsabile operativo della Direzione centrale Antidroga, spiegandoci tra l’altro che non è facile identificare eventualmente tale sostanza - ad esempio all’interno di una valigia in aeroporto - perché spesso è nascosta in normali pacchetti da thè che sfuggono all’olfatto dei cani antidroga. Vediamo poi i lauti guadagni che realizza Juan Ruiz e soprattutto quanto costano i suoi insegnamenti per liberarsi dall’ego.

In realtà, il suo vero nome e Juan Ruiz Figueroa, come emerge da una ricerca sul motore dei domini Whois: è nato in Perù, risiede a Madrid in una zona residenziale visibile su Google Map, ma secondo il suo canale You Tube vive in Messico, ed ha 52 anni. E’ un profondo conoscitore dell’Ayahuasca come molti peruviani: ciò emerge tra l’altro da alcune informazioni che abbiamo intercettato in Internet.

Sul sito diosayahuascasana Carlos Hernandez
racconta che ha iniziato il suo lavoro con l’Ayahuasca con Juan Ruiz Figueroa (in questo caso usa il suo vero nome). Il sito DrugWiki riporta invece una intervista a Jua Ruiz Naupari sull’uso della pianta di coca (da cui si ricava la cocaina) e scrive che lo sciamano peruviano trabaja – cioè lavora – con l’Ayahuasca. Su mind-surf.net troviamo la testimonianza di 11 esperienze con l’Ayahuasca avute con Juan Ruiz, e si descrive il suo lavoro in Messico e in Spagna, riportando infine una sua intervista dove lui stesso racconta come l’Ayahuasca sia un porta per essere abbracciati dall’amore. Il giovane David Rafael invece racconta che la sua prima esperienza con l’Ayahuasca l’ha avuta in una cerimonia tenuta dal peruviano Juan Ruiz Naupari.
Sul sito Inkarri Espagna troviamo poi traccia del congresso sull’Ayahuasca che lo psicologo sciamano ha organizzato nell’aprile del 2009, insieme ad un artista che ha fatto uso della pianta allucinogena per numerosi anni. Il 23 luglio 2009 – invece – Ruiz ha tenuto la sua prima videoconferenza on line su Justin TV – il cui accesso era riservato solo agli aderenti, ma l’invito e la password è stata inviata da Dinia Vitiza, membro del gruppo Inkarri Messico, a tutti gli utenti iscritti all’evento su Facebook da lei stessa creato. Ed è proprio durante l’uso della chat che gli associati fanno un riferimento diretto all’uso di Ayahuasca.

Di tutto questo non trovate traccia sui suoi siti, ne della raccomandazione agli iscritti a non fare uso in Italia di Ayahuasca per evitare problemi con la giustizia. Come non troverete, naturalmente, i suoi guadagni, che vedremo però più avanti. Ma torniamo all’Ayahuasca e vediamo qual è la situazione normativa attuale ed i casi che hanno portato all’arresto di alcuni soggetti in Italia e all’estero.

L’Ayahuasca è illegale negli Stati Uniti:
l’ufficio del Dipartimento di Giustizia che si occupa di droghe descrive i casi di uso illecito ed i processi che si sono susseguiti. Anche in Europa è illegale a seguito della Convenzione di Vienna del 1971, a cui sono seguite numerosi leggi all’interno dei vari Stati. In Spagna – paese dove Ruiz Figueroa vive e dove ha sede la Inkarri International– l’ayahuasca è illegale. Il 5 gennaio 2009 il quotidiano El Pais riporta la seguente notizia: la polizia ha arrestato due responsabili di un’associazione che vendeva Ayahuasca per la “purificacìòn del alma y del cuerpo”, cioè dell’anima e del corpo, e che causava “vomitos y allucinaciones”, ossia vomito e allucinazioni. Nello chalet dell’associazione sono stati sequestrati 40 chili di Ayahuasca, per un
valore di oltre 1 milione di euro, mentre un fine settimana costava ai partecipanti 250 euro. I due arrestati, un argentino e una spagnola, promettevano viaggi astrali agli aderenti, che partecipavano a gruppi da 30-40 persone .

Anche in Italia l’uso di Ayahuaska è illegale. Il Testo Unico 309 del 1990 punisce lo spaccio e l’uso di DMT e la legge 49 del 2006 – detta Fini Giovannardi – ha inasprito ulteriormente le pene abolendo la distinzione tra droghe leggere e pesanti. Nel 2005 a Perugia La Guardia di Finanza ha arrestato 24 persone per traffico di droga, detenzione di stupefacenti, istigazione al proselitismo e induzione al reato ed erano tutti appartenenti ad una associazione sciamanica, definita la “dottrina della foresta”, come vedremo meglio nella seconda parte del video, dove approfondiremo tra l’altro il personaggio Samael alias Gomez Rodriguez.

Ma il caso più eclatante si è verificato nel 2005, a Perugia, ed ha portato all’arresto di 24 persone da parte della Guardia di Finanza per traffico di droga, detenzione di stupefacenti, istigazione al proselitismo e induzione al reato: furono sequestrati 40 litri di Daime, altro nome con cui viene chiamata l’Ayahuasca, e l’operazione “Mistica” era stata preparata in 8 mesi di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. Il procedimento fu poi archiviato perché – come descrive una documentata tesi universitaria - le percentuali di DMT nell’Ayawasca liquida sequestrata andavano dallo 0,02 allo 0,05, quindi si era in presenza di pochi grammi di principio attivo. Ma l’autrice della tesi riporta il parere dell’avvocato italiano che ha difeso gli imputati, specificando – testualmente – che “la sentenza di archiviazione non costituisce un precedente legale e quindi non garantisce che se fossero effettuati di nuovo rituali con l’Ayahuasca, la questione non venga riaperta”.

Infatti nel 2006 il Parlamento italiano ha approvato la legge 49, la Fini-Giovannardi, che ha inasprito le pene per la produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, abolendo ogni distinzione tra droghe leggere e pesanti. In particolare la Tabella I della nuova normativa indica tra le sostanze illegali la DMT contenuta nell’Ayahuasca, come ci ha confermato in una intervista Mirna Caradonna, dirigente della Direzione centrale Antidroga, con 9 anni di esperienza in Perù, Ecuador e Cile come esperto antidroga.

Il Perù è un paese che tollera l’uso della pianta: nel territorio andino, infatti, moltissimi peruviani organizzano tour sciamanici per turisti, includendo l’uso dell’Ayahuasca nelle cerimonie. Un business parecchio diffuso nelle zone del sudamerica, con offerte di “paqueti turistici” e “paqueti de cerimonias” come si può vedere ad esempio su Ayahuascavision.com, dove si specifica che il pagamento deve avvenire in euro o attraverso carta di credito. Ed è proprio durante uno di questi tour sciamanici, che due Italiani, Denis Tronchin ed Emiliano Eva, sono morti in Ecuador a causa di una forte di dose di Ayahuasca, come sospetta l’Interpol: sotto inchiesta è finito uno sciamano di nome Tzamarenda Naychapi ed è stato ascoltato anche l’italiano che li aveva accompagnanti, Francesco De Giorgio,
che si definisce uno sciamano. La Direzione Centrale Antidroga ci ha poi spiegato che soprattutto i peruviani creano organizzazioni estese anche all’estero intorno all’uso dell’Ayahuasca, e sono considerati molti furbi nel vendere insegnamenti di bruqueria, cioè di sciamaneria, dietro lauti compensi.

Torniamo a questo punto a Juan Ruiz Figueroa, o Naupari come lui si presenta, e vediamo di capire in che modo l’esperto di Ayahuaska utilizza la sua associazione Inkarri per vendere insegnamenti spirituali e ricavarne lauti guadagni.
Il calcolo è ricostruibile attraverso il numero di corsi, ritiri e seminari che pratica per il mondo, pubblicato nei mesi scorsi - per la prima volta - sul nuovo sito della sua università. Nel complesso sono ben 22 eventi solo nel periodo maggio-dicembre 2009, con iniziative perfino in Russia, un viaggio in India a gennaio, un ritiro a febbraio a Tuenno in provincia di Trento – dove tra l’altro avrebbe sede la sua università in via 4 ville 12 - un viaggio in Israele a marzo ed uno a luglio in Perù. Il numero medio di partecipanti non è mai inferiore alle 35-40 persone, con punte che arrivano anche a 60 iscritti. Dunque con una partecipazione media di 40 persone per 22 eventi si arriva a 880 presenze paganti. I ritiri vanno dai 250 euro per i week end fino ai 900 euro per i residenziali di una settimana. Dunque, arriviamo a cifre che superano i 440 mila euro in soli 8 mesi. Con questo ritmo, negli ultimi 5 anni il calcolo approssimativo che se ne deduce è di 2 milioni e mezzo di euro.

Facciamo qualche altro esempio: in un ritiro di otto giorni che si è tenuto lo scorso anno in un centro benessere vi erano 45 partecipanti. Il costo del seminario, con incluso tre cerimonie, era di 900 euro, per un totale dunque di oltre 40 mila euro. In Italia nel 2009 sono previsti 4 ritiri col maestro, due a Bracciano e due a Tuenno, con oltre 150 presenze paganti. Nell’ultimo anno Juan Ruiz ha organizzato viaggi spirituali in India, Israele, e di recente in Perù dal 4 al 15 luglio 2009, con un costo medio a persona che andava dai 2.400 ai 3.200 euro, escluso il costo dell’aereo, come risulta da una newsletter inviata agli iscritti del sito Inkarri.it. Numero minimo di partecipanti richiesto: 15 persone, quindi circa 40 mila euro, numero massimo 30 persone, quindi il doppio. Nella newsletter, tra l’altro, si indicava la partecipazione a cerimonie rituali.

Anche i corsi di Tantra per contenere l’energia dell’orgasmo si pagano: un gruppo in Messico è costato ad esempio 1.295 dollari, con minimo 20 partecipanti, dunque 26 mila dollari, che sarebbero finiti sul conto 4040474728 del Banco HSBC. Infine, ogni seduta di respirazione pneuma – che ha dei moduli obbligatori - costa 50 euro e si pratica sempre in gruppo. Dunque la Inkarri di Juan Ruiz è davvero un’associazione culturale o si possono intravedere le caratteristiche di una impresa?

Veniamo ora ai messaggi che Figueroa invia agli aderenti di Inkarri dove si dice ispirato da Samael Aun Weor, l’Arcangelo di Fuoco di cui parlavamo nella prima parte del video. Lo cita di continuo e perfino su You Tube, ma evita di dire – ancora una volta - che non si tratta di un arcangelo, ma di un uomo in carne e ossa.

 Samael Aun Weor in realtà era un predicatore che ha dato vita a una potente organizzazione religiosa – la chiesa gnostica sudamericana: il suo nome era Victor Manuel Gomez Rodriguez, un colombiano vissuto nel secolo scorso che sosteneva strane idee sull’orgasmo e la masturbazione, parlava di sacralità dello sperma, di matrimonio perfetto, e dichiarava una guerra senza tregua all’ego, che riteneva responsabile dell’imperfezione umana. Molti concetti Rodriguez li ha presi a sua volta dai Rosacroce e da vari gruppi esoterici. Alcune idee sulla sessualità, invece, le deve all’influenza di un personaggio che ha frequentato a lungo: cioè Alaister Crowley, esoterista definito da alcuni studiosi un satanista e criticato per le sue passioni sessuali anomale che includevano uomini e donne.

Ma torniamo a Rodriguez: i ricercatori del Cesnur – composto da professori universitari – riportano di quando Victor Manuel si dichiarò l’incarnazione di Gesù sulla Luna (dove fu anche crocifisso), poi di Giulio Cesare, ed infine nel 1949 disse che da quel momento il suo nome sarebbe stato Samael Aun Weor. Alla sua morte, la chiesa gnostica che aveva creato, è passata nelle mani della moglie – la colombiana Arnolda Garro de Goméz, esperta di sciamaneria e detta Maestra Litelantes –che ha avviato tra l’altro una dura lotta – anche in sede processuale – contro i movimenti che usano gli insegnamenti e il nome del marito. Nel mondo, gli aderenti a questa chiesa con forti connotazioni esoteriste, sarebbero oltre 30 mila e ognuno ritiene di incarnare la vera gnosi, cioè la conoscenza. La maggior parte dei gruppi sono presenti in sudamerica, ma in Internet ne trovate una quantità considerevole, anche sotto forma di social network. Come questo: Escola Gnostica Samael Aun Weor.

Veniamo ora ai messaggi di Figueroa dove si dichiara guerra all’ego, senza però citare Rodriguez.
Lo psicologo li firma sempre con la sigla “Juan Ruiz” e indica perfino il suo indirizzo di posta elettronica Gmail. Alcuni di questi messaggi appaiono piuttosto inquietanti, ed insistono sulla presenza di un ego malefico che bisogna assolutamente estirpare. In uno – datato 23 maggio 2009 - si dice addirittura che “l’ego fa credere che la cabbabis produca sentimenti d’amore”, oppure che “la cannabis è un elementale pervertito le cui radici riposano nell'immondizia lussuriosa del pianeta”, ma allo stesso tempo in una intervista a mind-surf.net Ruiz dichiara che l’Ayahuasca – una droga alla pari della cannabis – è un abbraccio d’amore.
Oppure ecco cosa scrive il 21 maggio 2009: «L'imperfezione ha una fine annunciata, come lo è l'eliminazione radicale dell'ego dell'umanità.» Ed ancora: «L'Altissimo vi reclama, ricordatelo. Tuttavia, per arrivare a tali allegrie, bisogna revocare il potere dell'ego nella psiche dell'umanità».

In realtà, analizzando la cattedre che Ruiz invia agli iscritti del suo sito, i contenuti hanno una sostanziale somiglianza con le argomentazioni di Rodriguez. E dietro la dottrina che afferma - “l’ego è il male che impedisce la perfezione” - si cela tra l’altro un pericoloso metamessaggio di non accettazione.

Anche il Tantra di Figueroa risulta alquanto anomalo: piuttosto che rifarsi alla tradizione induista, molte sue idee sono comuni alla dottrina di Rodriguez, che considerava la masturbazione cone “un atto ripugnante e abietto”, e sollecitava la “castità di pensiero” e la lotta senza tregua alla lussuria. Infatti, in uno schema che Juan Ruiz proietta ai suoi aderenti, la lussuria è il primo dei sette vizi capitali da annientare e parlando con alcuni adepti risulta evidente come l’argomento sia continuamente al centro dei loro discorsi. Lo lo stesso schema lo ritroviamo nella Chiesa Gnostica di Gomez Rodriguez, in arte Aun Weor.

Al contenimento dell’orgasmo per la costruzione di corpi solari Juan Ruiz aggiunge la visione della coppia tantrica a cui bisogna aspirare per incarnare Shiva e Shakti, il femminile e il maschile divinizzato, e superare i limiti imposti dall’ego. Una tale visione idealizzata può rendere però più difficile la ricerca di un partner, se non all’interno della comunità stessa, rafforzando lo schema che gli studiosi di sociologia e psicologia attribuiscono alle organizzazioni chiuse.

Ma ci sono altre domande a cui cercheremo di rispondere. Figueroa è iscritto al Collegio degli psicologi in Perù? E in quanto psicologo, è al corrente che l’effetto dell’Ayahuasca bevuta può durare giorni e genera una trance ipnotica che fa memorizzare in profondità le informazioni? Ma soprattutto: quali sono le rotte internazionali che dal Perù fanno arrivare in Europa l‘Ayahuasca? Lo vedremo più avanti…

Video e testo sono stati prelevati interamente dal blog del giornalista e blogger Enzo Di Frenna http://www.enzodifrennablog.it/...

sabato 12 dicembre 2009

Il capitale-macchina

Liberismo è il mercato libero, il libero scambio di merci. Ciò che fa fruttare i capitali. Nel suo aspetto estremo la mercificazione riguarda tutto e tutti. In questo sistema libertino, più che liberale, conta il capitale, e chi vi predomina è colui o coloro che dispongono di maggiore ricchezza e dunque che riescono più a far circolare la merce e la moneta. Capitalismo e democrazia sono due antitesi. Non vi può essere democrazia effettiva con il capitalismo, poiché la maggioranza viene sfruttata e non può essere mai sovrana, come suol dirsi. Il paradosso è che non vi può essere nemmeno democrazia a sé stante, poichè questa rappresenta solo un'astrazione e non una realtà di fatto. In qualsiasi sistema, come in quello naturale, predomina il più forte, il più intelligente, il più scaltro, ovvero chi riesce a controllarlo e a sfruttarlo nel suo complesso. La legge della jungla, appunto. Non vi sono altre alternative. La nostra o le nostre democrazie occidentali sono e possono essere soltanto democrazie capitalistiche. Chi non è capace di produrre ricchezza, ovvero, chi non riesce o non vuole o non può far circolare le merci, o ancor più non abbia la capacità di mercificare tutto e tutti, resta relegato ai margini, escluso, recuperato semmai, in qualche modo, come prodotto di consumo, da reinserire dunque nel mercato libero; ma libero il mercato lo è per una minoranza che controlla il resto e fa funzionare il sistema. Questo è asettico e privilegia il capitale, la legge quindi del più forte, di chi è senza scrupoli. Non c'è dunque da stupirsi se, in un sistema come questo, predominano, lo sfrutamento umano, la povertà in vaste regioni del mondo, la propaganda e lo smercio di prodotti nocivi, quali per esempio farmaci per malattie inventate ad hoc dall'industria farmaceutica, la pornografia, pedofilia, la contraffazione, la corruzione, la mafia, e chi più ne ha più ne metta. La visione che si presenta è quella di un'eterna lotta per la sopravvivenza, con alti e bassi, che gira attorno a due poli ideali, a volte apparentemente in contraddizione, a volte in equilibrio instabile ma, in effetti, funzionali all'apparato complessivo: il capitale e il sistema (democratico o dittatoriale che sia). Per usare un paragone, il capitale potrebbe essere rappresentato dal carburante e il sistema dalla macchina. La sua funzionalità esula dall'ideologia che ne potrebbe soltanto compromettere il funzionamento; ogni sistema creato(si) è autarchico e per forza di cose è dedito allo sfruttamento.

La condizione umana (condizionata da questo apparato infernale) è quella di sfruttati e sfruttatotri, con ampie fette di follia, ovvero incapacità a sottostare a questi due limiti imposti come categoria pre-definita dalla macchina-capitale.

mercoledì 9 dicembre 2009

Ancora sull'ADHD

È incredibile il diportage (sic) del tiggì, come abbiamo visto nel post precedente. La questione dell'ADHD è alquanto controversa, ma i telegiornalieri riporta(va)no la notizia (e non il fatto) in modo unilaterale, a senso unico, con l'esperto di turno, l'intervista dei genitori, la voce fuori campo, ecc... Insomma abbiamo visto il cocktail preconfezionato pronto per il consumatore, ormai consumato e lobotomizzato dall'uso ed abuso del mezzo tele-invasivo. E la controversia dov'è, uno si chiederebbe?... Non certo nella notizia riportata. Ci sono tante altre campane di tutto rispetto e non privi di esperienza e deontologia professionale. È incredibile quanto dissenso e diversità di punti di vista si trovino su Internet riguardo a questa malattia accredita dall'ufficialità medico-industriale.

Comunque anche su Wikipedia vengono espresse controversie generali circa la diagnosi e l'esistenza della malattia
"Quando le autorità scolastiche dicono a una madre, che suo figlio è malato e necessita di essere farmacotizzato, come lei sa che succede nel mondo, ciòè semplicemente una menzogna. Come fa lei a riconoscere ciò che gli esperti chiamano "Deficit d'Attenzione con Disordine Iperattivo" [Attention Deficit Hyperactivity Disorder = ADHD]... semplicemente: non è una malattia. Ora, tale madre non è un'eperta della storia della psichiatria. Lei non sa che la psichiatria ha per centinaia di anni, usato termini diagnostici, cosiddetti termini diagnostici, per stigmatizzare e controllare la gente".

"Quando gli schiavi negri nel Sud scappavano verso la libertà, non è che essi lo facessero per la voglia di essere liberi, ma perché essi soffrivano di una malattia chiamata drapetomania [da drapetes 'schiavo in fuga' e mania]. Non me lo sto inventando. Questa era una disgnosi leggittima. Proprio come lo è il Deficit d'Attenzione con Disordine Iperattivo. Le donne, metà popolazione del genere umano dunque, se erano così pazze da ribellarsi alla dominazione dell'uomo, bene, allora esse avevano una seria malattia chiamata isteria, dovuta al loro utero impazzito".

"Ora nessuno di quei comportamenti è mai stato una malattia, e non è una malattia. Non lo è il disturbo da deficit dell'attenzione. Nessun comportamento buono o cattivo che sia può considerarsi una malattia. Niente a che vedere con le malattie. Così non m'importa come un bambino si comporti. [...] Dire che un bambino è mentalmente malato è una stigmatizzazione, non è una diagnosi. Dare a un bambino uno psicofarmaco è avvelenarlo, non curarlo". (Thomas Szasz, vedi anche su youtube il video Dr Thomas Szasz on Psychiatry )
Se si va su Internet, specialmente su Youtube, c'è un vasto assortimento di dissenzienti, persone che non possono di certo essere considerate dei ciarlatani, dato che sono dei veri professionisti del settore a tutti gli effetti. Mentre il tiggì prosegue imperterrito verso la sua metà unidirezionale con la sua pappardella preconfezionata di regime. Ma si rendono conto della responsabilità che hanno, costoro? Oltre alla fiducia riposta mal ripagata, mi chiedo che futuro possa avere questo tipo di (dis)informazione prezzolata ad oltranza.

È un informazione questa che gira su sé stessa, o meglio, intorno al potere economico (dell'industria farmaceutica in questo caso), avulsa dalla realtà e/o dal fatto, conformata e divulgata secondo gli interessi economici che vi si celano dietro e dentro la notizia. La tivvù, questa televisione statale delle meraviglie, ci vende al migliore offerente. Buttatela nel cesso. Proverbialmente avverso al tubo (catodico), a questo elettrodomestico fin troppo domestico, Eduardo De Filippo, quando veniva chiamato a telefono da qualche addetto della Rai di allora, diceva; "aspettate un momento, che adesso vi passo il frigorifero".

E si trattasse soltanto di una barzelletta!

Sarebbe opportuno tenere la ricerca scientifica e l'industria della salute separate dalla politica, ma spesso questo non si può, tanto sono così inestricabilmente intrecciate l'una all'altra. Elio Veltri, italiano di casa nostra (e non di cosa nostra) spiega qualcosa di generico, ma molto inquietante, che i vari tiggì gossippari (ormai quasi tutti della stessa impronta aziendale) spesso e volentieri tacciono, quando elargiscono a piene mani la loro paccottiglia irregimentata di notizie (e non solo riguardo alla salute e al mercato dell'industria farmaceutica). Non riuscendo a spiegarmelo diversamente, posso solo intuire che probabilmente anche loro, in un modo o nell'altro, fanno parte della filiera a cui fa riferimento Veltri.
"I conflitti di interesse attraversano tutta l'industria. Noi abbiamo solo parlato di un capitolo dell'industria che è quella dei farmaci che è sconvolgente, perché l'industria farmaceutica ha i profitti più alti in assoluto, rispetto a tutte le industrie, e i conflitti di interesse si determinano in tutta la filiera, cioè: la produzione, l'industria farmaceutica, la ricerca scientifica, le riviste scientifiche, le società medico-scientifiche, i medici, le associazioni dei parenti dei malati (anche loro sono pagati dalle industrie farmaceutica), i propagandisti e, cosa più grave in assoluto, insieme a quello della ricerca, le autorità di controllo, che cioè devono decidere se un farmaco è sicuro e se può essere immesso sul mercato" (Elio Veltri, vedi anche il video La scomparsa dei fatti di Marco Travaglio e Elio Veltri).

domenica 6 dicembre 2009

Se sei iperattivo, sarai psicofarmacotizzato


Ecco una delle solite puntanate telegiornaliere. Ci sono tutti gli ingredienti della coercizione ai consigli per l'acquisto della merce, in questo caso l'utente-usato acquista una cura fornita dall'establishment medico, tramite l'informazione praticata a tappeto e nel suo ristretto ambito con-dominiale. L'industria farmaceutica, in questo caso, detta il modo dell'informazione alla speaker RAI. C'è l'esperto di turno, il camice bianco questa volta in borghese, che spiega in termini pseudoscientifici divulgativi, rassi-curante; ci sono una magnifica coppia di genitori-modello (già modellati e formattati secondo norma), felici per la cura fornita al loro figliolo iperattivo, testimoniando così con la loro esperienza diretta (e inconfutabile) l'efficacia del farmaco e la bontà sublime del sistema medico-industriale che secondo quanto viene propagandato pare desidera la salute del cittadino. La musica di Vasco Rossi in sottofondo, la giorn(an)alista sicura di sé a dare la notizia; insomma la pappa è pronta per il teleutente usato-usabile.


Su questa dei farmaci e psicofarmaci somministrati così indiscrimminatamente, a bambini e non, ce ne sarebbe tanto dire. Invece la tivvù statale dell'industria dell'informazione fornisce la sua informazione-preconfezionata.

Le minacce di pena implicite, che non si dicono in tivvù, sono quelle rivolte ai genitori che potrebbero avere la tendenza a rinunciare a curare i figli secondo i consigli (imposizioni) proposti-minacciati dalla medicina ufficiale. Sotto sotto c'è l'intenzione (sottaciuta per ovvie ragioni), di screditare i genitoti come educatori e tutori dei loro figli, qualora rinunciassero a curarli secondo norma medicale. Una forma di omissione di soccorso, insomma, per coloro che mostrassero dubbi e tendenze contrarie a ciò che viene ufficialmente contrabbandato dall'informazione-statale-farmaceutica.

È assurdo somministrare farmaci e psicofarmaci a quella tenera età. Ovviamente democraticamente (o democriticamente), in perfetto stile mafio-informativo non si è fatta sentire l'altra campana, quella dei medici dissenzienti, che non condividono la visione a 360 gradi proposta di questa propagandata cura unidirezionale. Questa è la televisione dittatoriale statale-industriale. Se ci fosse stato un contradditorio, probabilmente avrebbero fatto in modo che fosse stato scelto fra persone meno competenti e facili da massacrare linguisticamente dai ben più preparati padroni del campo, che giocano in casa, che fanno le regole del gioco e la verità dell'informazione.

"Ecco ciò che resta del Sandrino [bambino o teleutente-usato] originale. Lo abbiamo riempito di contenuti e adesso è ambizioso nel piccolo, appagato del suo semi-io e magnificamente corrotto e funzionale".

- "E se un domani avesse qualche pretesa?..."

La mia esperienza personale m'insegna tante cose. Ho subito la somministrazione di psicofarmaci a mia insaputa, poichè si era deciso così, secondo il parere autorevole dei dottori specialisti del settore, che quella doveva essere la mia cura e il mio destino. Posso dire che il danno irreversibile c'è stato senz'altro, ma non lo confesserei mai ai dottori dipendenti statali-industriali, poiché, per bene che vada, non servirebbe a niente. Il muro non risponde. Ma come suol dirsi, si resta come voce fuori dal coro, come un'esile voce di chi grida nel deserto, difficile se non impossibile da ascoltare.

I miei felici genitori di allora, di alcuni decenni fa, mi imbottirono di psicofarmaci, con le evidenti gravi conseguenze immaginabili. Fatto sta che arrivato ormai all'età adulta e della ragione, feci richiesta esplicita, di essere informato riguardo a questo assurdo trattamento psicofarmacologico. Non ci credereste: muro di gomma. Non solo da parte dei medici-psichiatri (ormai non direttamente coinvolti), ma soprattutto da parte dei miei genitori, mia madre in special modo. Alla mia richiesta rispondeva incredibilmente con un netto rifiuto, arrabbiata, come se stessi per farmi rivelare un alto segreto di Stato. Chi cercava di coprire o da chi era ed è stata plagiata? - mi chiedevo - vista l'impossibilità di strozzarla, non tanto per non finire in galera (ero e sono ancora un figliolo rispettoso e pietoso), rinunciai dopo vari tentatavi infruttuosi, finiti sempre con il solito attegiamento mafio-omertoso, incazzatissimo della mater-dolorosa. Vabbè che siamo in un paese mafiocratico, ma io personalmente ne restai e ne resto tuttora esterefatto. Non capisco proprio la spiegazione di questa impuntatura materna. Fatto sta che anche in età adulta mi venivano somministrati psicofarmaci, a mia insaputa. Lo so, poiché venni a scoprire talvolta degli psicofarmaci opportunamente e malaccortamente nascosti agli occhi del figlio pazzo, che di certo scemo non era.

Arrivo alla mia maggiore età (18 anni), e il medico Cammilleri di Campomarino (doveva avere forse qualche specializzazione in psichiatria) venne a casa a dirmi espressamente che - detto in parole povere - per il mio bene, avevo subito la cura psicofarmacologica. Mi consigliò (mi intimò con il suo affascinante savoir faire) di continuarla. In questo caso dimostrai di essere fesso..., ma ero incompetente e incapace di reagire, preso dalla fascinazione medica-curativa. A dire il vero, lì per lì, non riuscivo a capire la malattia imputatami, ma mi fidavo dell'esperto di turno che si era presa la briga di venire addirittura in casa mia a dirmi la verità e a darmi consigli. Passarono alcuni anni (quasi un decennio) e cominciai a rendermi conto della fasullità della psichiatria e della medicina ufficiale in generale. Rinunciai a prendere farmaci, rinuncia alla quale sopperiva mia madre, a mia insaputa, dietro ovvio consiglio medico. Mi ritrovai insomma ancora psicofarmacotizzato, nonostante la mia maturità, ovvero la capacità di intendere e di volere, apparentemente ed ufficialmente concessami. On n'échappe pas à la machine. Se non credi alla cura, sarai ugualmente in-curato. Da queste tristi esperienze personali deduco che la somministrazione degli psicofarmaci avvenne all'età di sette anni (dico sette anni), dopo essere stato dimesso dall'ospedale per un attacco di meningite, quasi certamente dovuta a una maledetta vaccinazione scolastica. Anche per la vaccinazione scolastica e la malattia da dichiarare ci fu allo stesso modo un muro di gomma genitoriale-dittatoriale univoco. Ma questo è un altro fatto, anche se strettamente
correllabile.

Anatomia dell'informazione
Giornalume tele-invasivo: - ... Bambini iperattivi che non si fermano mai. Spesso si tratta di una vera malattia che va curata con dei farmaci per il benessere dei bambini.Perché è una malattia? Perché non il benessere delle industrie farmaceutiche? Perché non viene abbozzata nessun altra possibilità di cura alternativa? 
Padre: - Ebbene, i problemi sono sorti con la scuola, scarsa socializzazione, poco rispetto delle regole, poca applicazione proprio a livello didattico, quindi problemi con i compagnetti, con gli insegnanti,...Importantissima è l'apprensione dei genitori (in genere vittime della loro stessa ignoranza) per la salute del bambino. Lo spettro dell'asocialità e della diversità incombe come una nube futuribile e minacciosa sulla famigliola
Madre: in piscina si ribellava e a un certo punto ha tirato la tavoletta addosso alla sua istruttrice...Sostegno materno alla cura
Voce fuoricampo telegiornaliera: - Impulsivo, aggressivo, sfugge alle regole e alla compagnia dei coetanei. È un bambino iperattivo. Alla base dei suoi comportamenti non c'è la semplice vivacità, né un problema di educazione, ma una malattia: la sindrome da deficit di attenzione.Viene stabilito una volta per tutte che non vi è alternativa e altra causalità. Si tratta appunto di una malattia: la fantascientifica sindrome da deficit di attenzione.
Esperto di turno (in borghese) [al secolo prof. Paolo Curatolo, neuropsichiatra infantile dell'Università di Tor Vergata (ROMA)]: - Il disturbo da deficit con attenzione di iperattività, è uno dei più comuni disturbi del comportamento del bambino ed è caratterizzato da eccessivi livelli di inattenzione, con un comportamento di iperattività e di impulsività. Non è un disturbo banale o passeggero, perché tende a persistere nella maggior parte dei casi, anche nell'adolescenza, dove si verifica a volte un disturbo positivo-provocatorio, e delle condotte di disadattamento sociale.Non si fa che ribadire il concetto precedente di indiscussa malattia senza altra possibilità curativa e causalità. 
Voce fuoricampo telegiornaliera: - Malattia che colpisce in forme più o meno gravi, un ragazzo su trenta. Comportamenti tipici: non sedersi a tavola durante il pranzo, guardare la tivvù a testa in giù, non concentrarsi nei compiti e muoversi di continuo. Statistica propagandata a sostegno della realtà della malattia. 
Esperto di turno (in borghese): - Le cause sono di tipo neurobiologico. I fattori genetici hanno una rilevanza importante, associati però a dei fattori di rischio prenatali e perinatali, come ad esempio l'esposizione al fumo e all'alcool in gravidanza e una nascita di basso peso o a una nascita prematura.Conferma e rafforzamento ulteriore della diagnosi, senza possibilità di smentire, dato che non c'è contraddittorio da parte di altri medici.
Voce fuoricampo: - Ma la sindrome spesso non viene riconosciuta, in famiglia o a scuola, dove il bambino può suscitare l'ostilità degli altri.Di nuovo la descrizione sintomato(i)llogica e la possibilità di comprendere un certo comportamento atipico del bambino.
Padre: - Lo isolavano. Lo isolavano letteralmente e quindi lui diventava ancora più cattivo. Perché... il problema è che loro andavano avanti anche a livello didattico... lui vedeva la differenza, la nota, e quindi cercava di fermarla in qualunque modo. Il modo poteva essere a volte anche fisico.Sostegno paterno e descrizione degli effetti dovuti al comportamento anomalo nel bambino.
Voce senza-scampo telegiornaliera: Il disturbo si diagnostica osservando il bambino a casa, a scuola e nel gioco... Testi psicologici studiano lo sviluppo delle sue facoltà. Qui il piccolo paziente è invitato a riconoscere gli elementi mancanti nelle figure che gli vengono mostrate. Riesce a concentrarsi per pochi minuti. Ma per tutto questo esistono oggi terapie efficaci.Ribadire il concetto di diagnostica e malattia e il fatto che esiste soltanto questo tipo di cura  (terapie efficaci) : farmacologica e di tipo psico-educativo e cognitivo-comportamentale come più avanti espresso dal camice bianco in borghese.
Esperto di turno (in borghese): - Nei casi più lievi utilizziamo dei programmi di tipo psico-educativo e cognitivo-cmportamentale, che sono in grado di ottenere dei miglioramenti. Nei casi più gravi, quando i sintomi sono più critici, è necessario abbinare ai trattamenti cognitivo-comportamenteli, un trattamento farmacologico che può migliorare in modo significativo, già in poche settimane, la qualità della vita dei bambini e migliorarne la prognosi a distanza.Colpo di (dis)grazia informativo e sproloquio iperdidattico. Cosa sarranno mai i programmi di tipo psico-educativo e cognitivo-comportamentale? Cos'è la prognosi a distanza? Linguaggio tecnico; quanto basta per garantirne l'incomprensione e l'adesione incondizionata alla cura ai più.
Madre: - S'è visto subito che lui prendendo il medicinale è migliorato a 360 gradi, diciamo, e praticamente adesso interviene quando i bambini giocano. Relaziona con tutti quanti. Riesce a stare un pochino di più in classe, non si alza come faceva prima... La voce della mamma non dà adito a dubbi: il risultato della cura è più che soddisfacente. Peccato che non si è intervistato il bambino, e del resto cosa potrebbe dire e controbattere una volta per tutte che si è deciso per lui e del suo destino.
Padre: - Non sottovalutare [tempestiv]amente questi segni del bambino che comunque sono veramemente risolvibili... Idillio finale con Vasco in sottofondo che entra prepotentemente in scena musicalmente cantando: anche se tante cose un senso non ce l'ha...]. Tante cose non ce l'hanno un senso. Ma, nel caso della medicina statale-industriale, si trova sempre modo di dare un senso della malattia a tanti comportamenti che un senso non dovrebbero proprio averne.
SCONCLUSIONE.

L'informazione fornita non ha nessun contraddittorio, e nessuna possibilità quindi di repliche. È ben costruita, professionalmente. I giorna(na)listi sono abbastanza ben preparati nel curare la forma e il meccanismo della notizia, ma il contenuto è quello fornito dal potere, industriale in questo caso. Appare diverse volte l'esperto di turno ufficiale, e mai un medico alternativo (e ce ne sono tanti!) che possa controbattere a queste asserzioni soliloquiali ammantate da scientificità. Brutta cosa quando oggi come oggi la scienza è asservita al potere economico. La genitorialità espressa in tutta l'ignoranza (nel senso che ignora) e apprensività, volta a giustificare, o se non altro, a rafforzare l'informazione nel suo complesso.

Esistono anche trasmissioni alternative, alquanto rare, come per es. C'era una volta che, anche se non arrivano proprio a una visione massima di 360 gradi, forniscono comunque notizie abbastanza attendibili e affidabili, rispetto a certi telegiornali demenziali-padronali che non ne forniscono proprio, o meglio: forniscono la notizia, ma chissà dove si sarà smarrito, strada fingendo, il fatto. Nel video sottostante l'inchiesta svela la drammaticità del business farmaceutico e alla malattia, così forbitamente chiamata sindrome da deficit di attenzione, viene data uno scarso valore statistico. Nel parolume del telegiornale non se ne fa menzione di questa faccenda tremenda. Si informa del fatto che spesso certi comportamenti del bambino, come l'iperattività, sono sintomi di una malattia. Perché il problema è affrontato così diversamente nelle due inchieste o informazioni?... anzi nel primo caso sembra che il problema non viene affrontato proprio: si dà una visione tipica dell'evento come fosse pubbicità e non inchiesta, talché la notizia, così curata nella forma, sembra sottendere un'informazione da consigli per gli acquisti e non la notizia riportata di un fatto. Diceva qualcuno che "i giornalisti informano i fatti e non sui fatti". Ed è così. Vedere e confrontare le due versioni per credere.

Comunque entrambi, sia il telegiornale che l'inchiesta, hanno questa tara di fondo: la definizione di malattia per un determinato comportamento del bambino. Non si rinuncia mai definitivamente alla dittatura della scienza ufficiale. La medicina detta sempre legge. Parlo per quel 3 o 5% di bambini che dovrebbero esserne affetti. In questo caso, potrei anche credere ad una malattia ma non nell'efficacia della cura, per forza imposta(ta) e determinata con parametri di definizione forniti dalla medicina ufficiale. Manca in un modo o nell'altro sempre il suono di un'altra campana. Dove c'è o si presume vi sia una malattia, c'è sempre pronta la cura medica e mai una qualche cura alternativa che la possa sostituire. Chissà mai perché...

sabato 5 dicembre 2009

Giorgio Antonucci, la Psichiatria

Vedi
sulla porta

sotto lo spioncino
i segni
delle mie unghie
le impronte delle mie mani
è quella
la mia storia
di detenuto

il mio diario. (Giorgio Antonucci)
ascolta la versione recitata  


Parte del discorso estratto dal video

La psichiatria fa parte di un mondo in cui l'individualità, la libertà, sono una minaccia, cioè un mondo che vuole omologare tutti, e si vede si va sempre più in quella direzione, non a livello italiano, ma a livello internazionale. Allora, se tutti si deve essere uguali, se tutti si deve essere sottomessi, se tutti si deve parlare lo stesso linguaggio, gli psichiatri servono. [...] Emmanuel Kant diceva: se il pensiero è libero, non c'è alcun limite che gli si possa porre. Il pensiero libero significa che io posso dire le cose che risultano vere e le cose che risultano false, le cose che risultano dimostrabili e quelle fantastiche, le cose che possono essere dimostrabili scientificamente e quelle che non lo sono. Per questo l'uomo ha fatto tante cose. Se il diavolo esiste e lo dice il papa, milioni di persone ci credono... [mentre] se una donna di campagna, che fa una vita difficilissima, dice che è perseguitata dal demonio, la mettono in una clinica psichiatrica. Sono queste le domande. [...] la medicina ci'ha due aspetti dall'antichità fino a ora, dagli egiziani fino a ora: un aspetto è il medico che si preoccupa della salute della persona che si rovolge a lui per migliorarla; l'altro aspetto è il medico al servizio dell'autorità. Sono due aspetti. Il medico al servizio dell'autorità non è al servizio del paziente. La medicina, che ha avuto sempre questa doppia faccia, nell'era moderna, dal seicento in poi, la faccia e del mantenimento dell'ordine è la psichiatria. Appunto l'istituzione manicomiale, pochi anni prima che io cominciassi a lavorare qui, dipendeva dal ministero degli interni: ordine pubblico. Poi l'hanno passato al ministero della sanità. Ma quando dipendeva dal ministero degli interni era più chiaro.

Il commercio è l'anima della politica

La politica viene agita dal sistema economico. In un sistema istituzionale, la democrazia (governo della maggioranza) può realizarsi o può averne soltanto la parvenza solo a livello politico, non a livello economico. La politica soggiace alle leggi e agli interessi economici. Quindi se politica è uguale a democrazia, otteniamo che l'economia è uguale a dittatura. Un'equazione del potere o meglio una sperequazione a favore di quest'ultima. L'economia prescrive la politica da attuarsi, il che vuol dire che un sistema istituzionale in realtà può essere solo apparentemente democratico, ed infatti esso è dittatoriale, anche se opportunamente velato, edulcorato, oscurato e contrabbandato altrimenti dai mezzi di (dis)informazione, in mano sempre al potere economico, più che politico, e, comunque, informano sempre di ciò che vogliono ed hanno interesse a far sapere.

Per esempio all'industria del vaccino, a quella dei farmaci e psicofarmaci in generale, ecc., quale opposizione democratica (di base, popolare o governativa) può contrastarla?... Nessuna. Non c'è contraddittorio, non vi è una opposizione effettiva. La ricerca scientifica (finanziata dall'industria), con tanto di egregi divulgatori specialistici in camice bianco, fa da garante alla bontà del prodotto propinato. Se si decide per la messa in commercio di un prodotto farmaceutico, ci deve essere già pronta per l'uso una bella malattia da curare, altrimenti bisognerebe inventarla ad hoc. La commercializzazione e l'informazione del prodotto è a senso unico, dal produttore al consumatore. Quest'ultimo non ha mezzi per ribattere e rimane così assoggettato, incapace di reazioni critiche, di autodifesa immunitaria, e del resto come può opporsi a una martellante campagna pubblicitaria che propaganda il benessere e la sua salute? L'industria dei farmaci con la salute non ci campa. Più malato è l'utente-usato, più sana e in perfetta salute è l'industria che lo cura.

Ci vorrebbe un sistema democratico applicato anche all'economia. Ma questa, per sua stessa natura, svicola, è furba, gira su se stessa e, a quanto pare, non ne vuole sentir parlare né di gestione né di partecipazione democratica sia essa popolare o governativa. Il sistema economico influisce sulla politica da attuarsi ma, in un certo qual modo, resta comunque avulso da questa, e quindi funziona in modo autoreferenziale.